Il rinnovo del CCNL istruzione e ricerca 2022-2024: le sfide della gilda degli insegnanti

Aumenti stipendiali e recupero del 2013

A febbraio, il dialogo tra i sindacati e l’agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni ha preso il via per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro nel settore dell’istruzione e ricerca. Tra le priorità del sindacato autonomo gilda degli insegnanti emerge la necessità di incrementi salariali e del recupero dell’anno 2013. In quell’anno, infatti, per far fronte a misure di contenimento della spesa pubblica, non si sono verificati adeguamenti stipendiali per i docenti.

Secondo il segretario generale della Gilda, Vito Carlo Castellana, affrontare questo ritardo comporterebbe un investimento statale di circa 350-400 milioni di euro, un sacrificio che permetterebbe un incremento mensile netto compreso tra 80 e 100 euro nei salari dei docenti. Castellana ha espresso la convinzione che un tale intervento rappresenterebbe “un segnale forte per la scuola”.

Carta docente in busta paga

Attualmente, i docenti ricevono una carta docente che prevede un investimento annuo di 500 milioni di euro. La gilda degli insegnanti propone la sua conversione in una componente stabile della retribuzione mensile. Integrare questo bonus direttamente nello stipendio non solo garantirebbe stabilità economica ai docenti, ma contribuirebbe anche al loro futuro pensionistico.

In alternativa, il sindacato suggerisce di rendere deducibili o detraibili le spese sostenute per la formazione e l’acquisto di materiali didattici, offrendo così maggiore libertà ai docenti senza le restrizioni normative imposte dal Ministero.

La forbice salariale e le funzioni specifiche

Un ulteriore aspetto che la gilda desidera affrontare è il divario retributivo esistente tra il settore scolastico e altri ambiti della pubblica amministrazione. Le proposte di incrementi percentuali, come quelle del 6%, rischiano di ampliare ulteriormente questa discrepanza. La Gilda auspica un disaccoppiamento degli incrementi retributivi dalle funzioni specifiche, per esempio, quelle riservate ai tutor o orientatori, sostenendo che le risorse aggiuntive dovrebbero essere destinate a chi già svolge ruoli fondamentali, come i coordinatori di classe.

La condizione del personale ATA

La questione della sottoretribuzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario è un’altra priorità per il sindacato. Castellana ha sottolineato che un collaboratore scolastico percepisce un salario poco superiore ai 1.000 euro mensili. La Gilda chiede non solo incrementi salariali, ma anche una revisione contrattuale per razionalizzare i compiti e ridurre la burocrazia a cui sono sottoposti.

Middle management e la collegialità del sistema scolastico

La gilda degli insegnanti si oppone fermamente all’introduzione di figure intermedie gestionali nelle scuole. Il modello scolastico italiano è visto come un sistema basato sulla collegialità, un principio che il sindacato vuole difendere. Castellana ha affermato che, in presenza di modifiche contrattuali volte a stabilire gerarchie interne, il sindacato non sottoscriverà accordi, ribadendo la necessità di tutelare l’autonomia e l’equilibrio tra i docenti.


Questi punti delineano una visione chiara del sindacato gilda degli insegnanti nel contesto delle negoziazioni per il rinnovo del CCNL. Le proposte presentate sottolineano problematiche di fondo, come la discrepanza salariale e la gestione interna delle scuole, che continuano a suscitare dibattito nel panorama dell’istruzione e della ricerca.

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